Harmęże


Il sottocampo di Harmęże

Harmęże e’ uno dei più antichi villaggi che si trovano sul territorio di Oświęcim. Il primo riferimento documentato e’ stato rinvenuto nello statuto del re Kazimierz Wielki (Casimiro il Grande) del 1368, nel quale era garantito il transito del trasporto del “sale” dal paese Żupy Wielickie sul territorio della regione polacca Śląsk e Morawy, attraverso la rotta commerciale che passava per Cracovia, Oświęcim, Włosienica, Monowice, Dwory, Klucznikowice ed appunto Harmęże.

Quando i tedeschi giunsero ad Oświęcim cambiarono il nome al paese chiamandolo“Auschwitz”, denominazione che era già’ stata usata in passato dagli Imperatori austriaci ma non fu cambiato soltanto il nome della citta’, i nazisti cambiarono anche il nome delle strade e dei villaggi che si trovavano nei dintorni chiamando Harmense il villaggio di Harmęże; iniziarono inoltre  i lavori di ricostruzione di Oświęcim: furono chiuse le scuole polacche, il tedesco divenne la lingua ufficiale e cercarono di trasformare Auschwitz in una tipica cittadina tedesca.

All’inizio del mese di Aprile del 1941, i nazisti sgombrarono gli abitanti del del villaggio Harmęże, poco lontano da Auschwitz, per istituire una fattoria dedicata agli allevamenti avicoli.

harmense Furono razziate tutte le attrezzature agricole degli abitanti del luogo e trasferite al Campo di Auschwitz. Nel posto fu creato il primo allevamento avicolo  e vi furono annesse anche le vasche di allevamento che erano di proprietà dell’”Accademia polacca del territorio di Cracovia”; fu requisita anche la casa  di Gustaw Zwilling, abitante del villaggio e proprietario terriero.

 I prigionieri deputati alla costruzione, prigionieri detenuti al Campo di Auschwitz, erano costretti a marciare ogni giorno per raggiungere il villaggio e  per ritornare al Campo di sera. Tutti i fabbricati agricoli esistenti vennero distrutti e con il materiale recuperato iniziarono la costruzione di più di dodici  pollai.

 Il trasferimento definitivo dei prigionieri da Auschwitz ad Harmęże avvenne a Dicembre del 1941, quando fu ufficialmente istituito il sottocampo  maschile di Harmęże, “Aussenkommando Harmense”, che era una fattoria sotto il comando del campo di concentramento di Auschwitz III – Monowitz.  I prigionieri maschi, 70 persone, inizialmente vivevano in una parte della casa di Gustaw Zwilling  mentre l’altra parte era adibita ad alloggio per le SS.

Il principale impiego degli  Häftlinge (detenuti internati) era la cura degli allevamenti di polli, tacchini, fagiani, oche ed anatre, inoltre c’erano anche quelli che erano designati ai vivai di pesci e nutrie.

2012-04-20_15-40-44_131 Nell’estate del 1942, in occasione dell’aggiunta del sottocampo femminile, i prigionieri maschi furono trasferiti in alcune baracche del sottocampo di  Budy, da dove, ogni giorno, venivano portati nel campo di lavoro a Harmęże. Fu, in tal modo, istituito il sottocampo femminile chiamato “Arbeitslager  Harmense” o “Geflűgerfarm Harmense “ che funzionò dal Giugno del 1942 al 18 Gennaio del 1945.

 In questo sottocampo vi furono trasferite, da Birkenau, prigioniere polacche provenienti dal campo di Ravensbrück, ebree slovacche e tedesche. Il 17  luglio del 1942 la fattoria fu visitata dal capo SS, Heinrich Himmler.

 Le condizioni igienico-sanitarie erano pessime e la limitazione all’uso dell’acqua impediva la pulizia giornaliera ed il lavaggio degli abiti favorendo in tal  modo lo sviluppo di malattie infettive; infatti nel Marzo 1942 si manifestarono tantissimi casi di scabbia e nel 1943 tifo e tubercolosi.

Tali condizioni migliorarono lievemente quando, nel 1944, fu costruito il collegamento con la rete fognaria e furono istallate alcune caldaie per l’acqua. In questo modo gli Häftlinge ebbero la possibilità di lavarsi una volta al giorno e di lavare le proprie divise una volta al mese.
Oltre agli allevamenti, i prigionieri, erano addetti anche alla riparazione delle dighe, alla pulizia degli stagni, ed al taglio di giunchi e canne che crescevano ai bordi degli stagni.

Dopo la pulizia, gli stagni venivano riempiti di pesci; il lavoro presso questa fattoria permise ai prigionieri di poter rubare cibo: pesci, polli, uova e foraggio per i conigli venivano cucinati quando possibile e mangiati durante la notte . (redazione)